Caffè, cornetto e giudizio universale: il bar delle 7 come ultimo social network funzionante
Alle 7:02 di un martedì qualunque, mentre tu sei ancora in conflitto con il snooze, qualcosa di straordinario sta accadendo in un bar d'Italia. Le persiane si alzano, la macchina del caffè tossisce vapore, e i primi clienti fissi entrano con la puntualità di un satellite della NASA. Benvenuti nel social network più antico e performante del Belpaese: il bar all'alba.
Il login quotidiano
Non serve password, serve solo entrare e annuire verso il gruppo del bancone. Quello è il tuo accesso verificato. Il barista ti conosce meglio di quanto conosca se stesso: sa che prendi il caffè "come al solito", sa che il giovedì aggiungi il cornetto, e sa — soprattutto — che non devi assolutamente essere disturbato prima del secondo sorso.
Qui la verifica in due passaggi è semplice: se sbagli il posto abituale di qualcuno, sei un utente spam e verrai segnalato con lo sguardo.
Gli account verificati: i clienti fissi
Ogni bar che si rispetti ha un cast fisso che la Rai non riuscirebbe mai a selezionare meglio. C'è l'uomo del giornale, che legge La Gazzetta in ordine di pagine e sospira a ogni transfer non riuscito della sua squadra. C'è **la signora delle due brioche", che ordina "quasi niente" mentre consuma un apporto calorico da cyclista del Giro. E poi c'è quello che commenta la politica: non ha mai votato in segreto con convinzione, ma sa esattamente come risolvere il debito pubblico prima delle 7:15.
E non dimentichiamo il pensionato che arriva alle 6:58, cinque minuti prima dell'apertura, e aspetta fuori come fosse il Black Friday, ma per un espresso.
La sezione commenti: il pettegolezzo caldo
Su questo social, l'algoritmo è il barista: decide chi sente cosa in base a dove lo posiziona. Le notifiche arrivano a voce, con la classica apertura "Hai sentito quello che dicono?", che è il retweet più potente mai inventato.
Il tasso di engagement è impressionante: una notizia su un fidanzamento finito ha più interazioni di qualsiasi post sponsorizzato. E il block esiste: si chiama "cambiare ora del caffè". Se due persone si sono lasciate male, semplicemente non si sovrappongono mai più nelle fasce orarie. Nessun altro social ha mai implementato una feature così elegante.
La battaglia finale: chi paga il conto
E poi c'è il momento clou, lo spettacolo che nessun contenuto virale potrà mai eguagliare: la contesa per il conto. Due (o più) italiani, entrambi con la mano già dentro il portafoglio, si lanciano in una performance teatrale che farebbe piangere un regista.
"No, dai, offro io."
"Ma neanche per sogno, oggi tocca a me."
"Ma se l'ultima volta l'hai pagato tu!"
"L'ultima volta era NATALE."
La lotta include spinte affettuose, mani bloccate, tentativi di corruzione del barista ("Guagliò, prendi da me, dagli a lui non prenderti niente") e persino l'inserimento furtivo di una banconota sotto il piattello della tazza. Alla fine paga sempre quello che è arrivato primo, perché è l'unico che ha avuto il tempo di avvicinarsi alla cassa con strategia militare.
Il logout (che non esiste)
Il genio di questo social network è che non c'è mai un vero log out. Anche quando esci, resti membro a vita. Torni il giorno dopo, ti viene servito il caffè senza doverlo chiedere, e qualcuno ti chiede come è andata la visita medica di martedì.
Nessun algoritmo ti propone contenuti che pensa ti piacciano: qui ti viene proposto il caffè che sai che ti piace. Nessuna bolla di filtro, solo la bolla del latte nel cappuccino del vicino, che comunque sarà oggetto di discussione.
E allora sì, forse Zuckerberg ha qualche miliardo in più. Ma dubitiamo fortemente che abbia mai vissuto la gioia di sentire dire "il solito?" alle 7 di mattina, mentre fuori l'Italia si sveglia piano piano. Se avete bisogno di noi, saremo al bancone. Come al solito.